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PINOCCHIO GAME- Prima nazionale -Venerdì 26 ottobre-h. 10:30; h. 21- Festival NavigArte 2018- Teatro Nuovo di Pisa

26 Ottobre 2018 Consorzio Con.Cor.D.A

Movimentoinactor Teatrodanza Consorzio Coreografi Danza d’Autore

Pinocchio Game Nuova Produzione 2018

Spettacolo adatto a tutti i pubblici con il sostegno di Regione Toscana, Comune di Pisa

Regia e coreografia: Flavia Bucciero Messa in scena visiva: Massimiliano Siccardi (coordinamento), Valerio Ciminelli(realizzazione) Musica originale: Antonio Ferdinando Di Stefano Rap finale e canto : Davide Sereni Disegno luci: Riccardo Tonelli Danzatori/interpreti: Compagnia Movimentoinactor/Con.Cor.D.A. Sabrina Davini (Pinocchio), Franco Corsi (volpe, carabiniere, burattino, domatore), Laura Feresin (gatto, burattino), Elisa Paini (fatina, carabiniere, burattino)

La storia di Collodi viene riletta, da una parte recuperando alcuni dei significati derivanti dal contesto contadino in cui è nata (il valore del cibo, dell’istruzione-scuola, il rapporto conflittuale con la legge-carabinieri) dall’altra questi significati vengono decontestualizzati, inserendo Pinocchio e gli altri personaggi in una realtà di degrado moderno e urbano: il narcisismo di Pinocchio e la prevalenza dell’elemento maschile/maschilista di origine, la marginalità della figura femminile dai tratti indefiniti, che mutano continuamente la sua fisionomia: madre, fata, sorella (comprensiva/punitiva), la divisione netta tra bene e male . Da questo contrasto, tra elementi derivanti dalla tradizione e quelli di una modernità spinta , nascono figure dissonanti in un contesto sociale e ambientale pop. Le voci fuori campo, che identificano i vari personaggi, parlano in una lingua frammentaria e frammentata, un misto di napoletano, toscano, inglese, segno di una multiculturalità che sta in bilico con la babele. La storia riletta dalla coreografa Flavia Bucciero, ribalta il rapporto bambino/burattino nel mondo. Un bambino, pinocchio, nostro contemporaneo, viene risucchiato dal computer mentre sta giocando a un videogame. Entra così in una realtà di burattini, in cui lui stesso è burattino tra burattini. Si succedono personaggi divenuti ormai simbolici per l’immaginario universale: il grillo parlante, la fatina, mangiafuoco, il gatto e la volpe, lucignolo e tanti altri, ognuno portatore di una sua morale o antimorale . Manca all’appello Geppetto, perché il vero padre di questo nostro pinocchio è la realtà virtuale. Come ogni bravo pinocchio contemporaneo attraverserà molte disavventure, fino ad uscirne, ritornando finalmente bambino

Lo stile inconfondibile dei videoartisti Valerio Ciminelli e Massimiliano Siccardi, che firmano la messa in scena visiva dello spettacolo si concretizza qui nella materializzazione di un inconscio visivo, stratificazione di segni suscitati dal racconto di Collodi. Gli artisti rifiutano geometrie e stilemi noti, per sperimentare su un soggetto fertile come Pinocchio e le sue avventure. Si conferma la ricerca di una visionarietà , attraverso l’uso dei linguaggi multimediali, dello spazio, del segno. La musica che usa sia sonorità elettroniche, sia di musica strumentale è costruita in maniera originale dal musicista e compositore Antonio Ferdinando Di Stefano. Da rilevare , infine, il rap finale scritto e cantato da Davide Sereni

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