GAZELA, LA ZIA AKIMA E LO SPIRITO DELLA SAGGEZZA

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Regia e Coreografia: Flavia Bucciero

Danzatrici interpreti: Alice Covili, Leila Ghiabbi

Disegno Luci: Riccardo Tonelli

Foto: Antonella Limotta

Con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Regione Toscana

Liberamente ispirato ai racconti dello scrittore del Mali Amadou Hampaté Ba.

Spettacolo adatto ad un pubblico dai 5 anni in su

Gazela, così chiamata perché agile e veloce come una Gazzella  è una giovane ragazza che vive in un villaggio africano . Una notte le appare in sogno la vecchia zia Akima che l’ha cresciuta nei suoi primi anni di vita e che abita in un villaggio molto lontano da quello in cui vive Gazela. Le chiede di venirla a trovare perché si sente prossima alla morte. Gazela saluta i suoi genitori e parte. Attraverserà deserti e villaggi e durante il suo viaggio incontrerà alcuni  animali molto particolari: il camaleonte, il pipistrello, lo scorpione, l’otarda ognuno di loro ha un segreto da rivelarle,  segni e significati  interpretabili ciascuno per un significato diurno e un altro notturno, uno positivo e l’altro negativo (il pipistrello, ad esempio, che di notte sa orientarsi e avverte i pericoli, ma di giorno è inattivo e impotente).

Al termine del suo viaggio Gazela incontrerà una vecchia cenciosa . La vecchia non è altro che l’incarnazione dello spirito della Saggezza della zia Akima e , la rassicura, sul fatto che sarà sempre con lei anche se non potrà più vederla. Gazela ritorna al suo villaggio, felice, ormai cresciuta e piena di conoscenza.

Decifrare simboli, anche alla luce di similitudini e risonanze con le nostre leggende e mitologie mediterranee, intraprendere un viaggio che è al tempo stesso fuori e dentro se stessi, riconoscersi così diversi e al tempo stesso così simili

Ci sostiene e ci aiuta a capire, essere popolo mediterraneo, essere adusi alle relazioni, ai contatti, agli scambi. Riconoscere che anche noi  siamo frutto di mescolanze di popoli migranti, giunti nella nostra penisola..

Riconoscere che la nostra  unica appartenenza risiede nel genere umano. I nostri confini si spostano sempre più in là, per fondersi in questo bacino mediterraneo, conca di acque, provenienti da mille rivoli, crogiuolo di incroci.