PINA… MA PERCHÉ NAPOLI NO!

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Regia e corografia: Flavia Bucciero

Assistente alla coreografia:  Franco Corsi

Danzatori/interpreti:   Flavia Bucciero, Franco Corsi,  Sabrina Davini, Laura Feresin, Cristian Ponzi

Musica: AA.VV.

Disegno luci e idea scenografica: Riccardo Tonelli

Costumi: Lucia Castellana

Consorzio Coreografi Danza d’Autore – MOVIMENTOINACTOR TEATRODANZA

Con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Regione Toscana

“Pina…ma perché Napoli no!”, l’idea dello spettacolo prende le mosse da un pensiero, una domanda retorica, un sogno  , un desiderio incompiuto: perché  un’artista come Pina Bausch (un mito non solo per danza, ma per il mondo del teatro e dell’arte contemporanea) che ha dedicato tanto della sua produzione agli umori di molte città internazionali, non ha realizzato uno spettacolo su Napoli, città così stimolante per creare? Questo interrogativo che resta senza risposta, viene risolto attraverso il farsi di uno spettacolo di danza. Ed è proprio attraverso la coreografia che la Bucciero opera una doppia  ricongiunzione con le sue origini, quella con la danza espressionista, alla base della sua formazione artistica, e quella con Napoli luogo di nascita e di parte della sua vita.

Una Napoli che ha il privilegio di poter guardare, al contempo, dal di fuori e dal didentro , che  ravvisa piena di contraddizioni: sensuale e seducente come una bella donna, ma anche  acida e spietata, solare e piovosa (come solo Napoli può essere) divertente e ironica , ma al tempo stesso, tragica e disincantata. Si sofferma  sull’individualità e sulle relazioni maschile-femminile, che ,a volte, diventano metafora di altro. 

La scelta musicale dello spettacolo, evita volutamente riferimenti alla musica napoletana, se non per qualche breve citazione neomelodica che sembra arrivare come da un altro mondo. Si costruisce, invece, su influssi culturali , su tratti della fisionomia  e degli umori della città: l’ironia, riferimenti vocali da bestiario, tracce di musica barocca,  turca, araba, jazz, sempre connotata da spiccate contaminazioni mediterranee

“Ho fatto un sogno. Ti ho sognata. Tu correvi, correvi, correvi, danzavi e correvi, correvi e danzavi per tutto il mondo per tutta la terra (…)poi sei passata pure per Napoli, ma non  ti sei fermata, non hai  creato nessuna danza per questa città. Allora,  io nel sogno ti  inseguivo e gridavo: Pinuccia, pinù,  guarda che Napoli si piglia collera, nun può fa accussì, una danza gliela devi dedicare a questa città, è tanto bellella, è tanto sfiziosa, è tanto simpatica…” (dal breve monologo iniziale dello spettacolo)